Vorrei tornassimo sconosciuti
Vorrei poter incrociare di nuovo il tuo sguardo per la strada e non provare nient'altro che quella distratta curiosità che si riserva ai passanti. Niente nodi alla gola, niente fantasmi, niente parole sospese. Solo adesso, in questo preciso momento, riesco a vedere tutto con una lucidità spietata. Capisco gli errori commessi. Li vedo allineati uno dopo l’altro, con i loro effetti collaterali, e ammetterlo fa male. Ma la parte peggiore non è solo il rimpianto: è quello che quegli errori hanno lasciato dentro di me. Mi hanno bloccato in uno stato di costante pregiudizio, verso me stesso e verso il mondo. È come se avessi addosso un’armatura pesante, fatta di diffidenza e paura di sbagliare ancora, che mi impedisce di muovermi liberamente. E poi c'è la vergogna. Quel senso di disagio che si accende ogni volta che il pensiero torna a come sono andate le cose, a quello che avrei potuto fare diversamente, a come mi sono mostrato ai tuoi occhi. È un peso invisibile ma soffocante. ...